La buona pratica della coltivazione biologica è essenziale per la
salvaguardia dell’ambiente. L’attività virtuosa degli agricoltori
biologici è basata sul rispetto della natura e dei suoi cicli naturali.
Questa cultura tutela il suolo, l’acqua, la biodiversità ed il paesaggio
con una corretta gestione della fertilità del suolo.
E’ quanto abbiamo appreso ai “Giovedì del Gusto” organizzati da Regione Marche sul Biologico.
Gli agricoltori biologici curano il suolo bilanciando la portata della
loro azione tra ciò che apportano e quello che asportano, migliorando la
sua fertilità sotto tutti gli aspetti.
Un principio generale indispensabile per l’agricoltura biologica è la
difesa della biodiversità, con l’obiettivo di conservarla ed
incrementarla poiché è la garanzia della sostenibilità ambientale di un
processo produttivo. Particolare attenzione è data quindi anche alla
conservazione delle specie animali e vegetali in via di estinzione.
Il biologico è quindi un invito quotidiano alla buona cucina ed al
benessere. La pasta biologica è ottenuta con grani duri, un’essicazione
lenta e a basse temperature per conservare tutte le proprietà nutritive
del grano.
giovedì 29 ottobre 2015
lunedì 26 ottobre 2015
Il piatto Forte la tradizione della pasta
“L’Unità
d’Italia – sognata dai padri del Risorgimento – oggi si chiama
pasta”. Questo il messaggio che si è voluto dare ai Giovedì
del Gusto della Regione Marche, proprio per sottolineare come
questo ingrediente assuma un forte significato simbolico, che ci
rimanda alle nostre radici.
A
presentare le eccellenze del mondo della pasta marchigiano, alcuni
fra i rappresentanti dei marchi più noti: Enzo Rossi, la
Campofilone, Lorenzo Maccari di Entroterra e Luca Gastreghini
di Sole e Bontà che hanno raccontato con amore e passione la
tradizione di una pasta unica al mondo, moderna, ma dal cuore antico.
Enzo
Rossi ha raccontato come “vivono bene” le sue galline: del resto
sono loro che fanno tutte le uova necessarie per fare i maccheroncini
di Campofilone (dieci per un kg semola grano duro), a marchio IGP e
certificati QM, che possono essere prodotti soltanto nel comune di
Campofilone rispettando un rigido disciplinare di produzione secondo
la ricetta tradizionale.
Lorenzo
Maccari, giovane esponente della ditta produttrice, ha parlato dei
suoi prodotti di grande artigianalità, a base di uova e semola. La
pasta all’uovo, commercializzata con il marchio “La pasta di
Camerino” contiene ben il 33,3 % di uova mentre la pasta di
semola, venduta con il nome di famiglia, Maccari, è certificata QM.
Luca
Gastreghini ha presentato “i fiori all’occhiello” della
produzione, tutti certificati Qm, sia freschi che panificati,
espressione più vera della tradizione e totalmente “made in
Marche, in quanto tutti gli ingredienti vengono dalla filiera,
piccole aziende locali che conferiscono materie prime di grande
qualità.
La
produzione vede prodotti ripieni (con formaggio di Fossa o prosciutto
di Carpegna) e non ripiene, oppure a base di orzo.
giovedì 15 ottobre 2015
FRESCHISSIMO O FREDDISSIMO: DAL CAMPO ALLA TAVOLA. Ortaggi: Le Marche leader nella III e IV Gamma
La gastronomia? Da oggi non più una
scelta proibitiva, ma un prodotto per tutte le tasche. Chi non trova
più il tempo di preparare un pranzo da chef oggi può ricorrere alla
gastronomia "Promarche".
Ai “Giovedì del Gusto” di Regione Marche sono stati, infatti, presentati i prodotti della gastronomia surgelata, nati dalla selezione delle materie prime vegetali delle aziende agricole marchigiane.
Tante gustose ricette che esaltano le caratteristiche organolettiche delle verdure, con l'aggiunta di ingredienti semplici e naturali, di alta qualità, che regalano piatti pronti in pochi minuti.
Con la garanzia delle certificazioni di qualità per ogni ingrediente utilizzato, via libera quindi alle croccanti verdure in pastella, ai panati con spinaci e prosciutto cotto, da gustare come goloso secondo piatto o un divertente finger food, ai filanti spinaci ai formaggi, alle zuppe ed ai minestroni pronti.
Non più ore in cucina a lavare e cucinare verdure, ma la sicurezza di prodotti di qualità, preparati con l'attenzione e la sicurezza di una grande azienda.
Ai “Giovedì del Gusto” di Regione Marche sono stati, infatti, presentati i prodotti della gastronomia surgelata, nati dalla selezione delle materie prime vegetali delle aziende agricole marchigiane.
Tante gustose ricette che esaltano le caratteristiche organolettiche delle verdure, con l'aggiunta di ingredienti semplici e naturali, di alta qualità, che regalano piatti pronti in pochi minuti.
Con la garanzia delle certificazioni di qualità per ogni ingrediente utilizzato, via libera quindi alle croccanti verdure in pastella, ai panati con spinaci e prosciutto cotto, da gustare come goloso secondo piatto o un divertente finger food, ai filanti spinaci ai formaggi, alle zuppe ed ai minestroni pronti.
Non più ore in cucina a lavare e cucinare verdure, ma la sicurezza di prodotti di qualità, preparati con l'attenzione e la sicurezza di una grande azienda.
Un aiuto concreto nella gestione
della vita quotidiana a tutto vantaggio di un’alimentazione
variata, che aiuta anche i più piccoli a scoprire il gusto delle
verdure, imparando ad apprezzarle e gustarle.
venerdì 9 ottobre 2015
OLIO. ENERGIA PER LA VITA. Gli oliomonovarietali marchigiani e…. non solo
Presso lo Show-room Elica a Milano sono in svolgimento “I giovedì del
Gusto”, appuntamenti che la Regione Marche ha voluto organizzare in
occasione di Expo 2015 per consentire la scoperta del patrimonio
enogastronomico del territorio regionale marchigiano. Un tema affrontato
è proprio relativo al testimonial Expo per le Marche. La Regione Marche
è, infatti, rappresentata a Palazzo Italia da un imprenditrice
marchigiana, produttrice di olio.
L’olivo è radicato da secoli nel territorio marchigiano ed è la coltura più diffusa nella Regione. Caratteristica è la produzione di oli Monovarietali, ottenuti da singole varietà autoctone al fine di esaltare le peculiarità di ciascun genotipo. La produzione è di elevata qualità e tipicità; si conta una resa media annua di circa 40.000 quintali, suddivisi fra 30.000 aziende e 165 frantoi. Nel 2004 è stata riconosciuta dall’Unione europea la DOPCartoceto, prima Denominazione di Origine Protetta per l’olio extravergine di oliva nelle Marche.
La produzione delle olive rientra tra i prodotti certificati QM – Qualità Marche, i cui principi base sono qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare.
Interessante infine è l’utilizzo degli oli extravergini di oliva delle Marche, monovarietali e non, in abbinamento alle pietanze, valorizzandone l’effetto sensoriale, salutistico e nutrizionale: un filo d’olio aggiunto a crudo consente di apportare alla preparazione culinaria sostanze importanti per la nostra salute polifenoli, vitamine, acidi grassi essenziali) e di garantire sensazioni olfatto-gustative-tattili originali, esaltando il gusto e l’originalità delle pietanze stesse.
L’olivo è radicato da secoli nel territorio marchigiano ed è la coltura più diffusa nella Regione. Caratteristica è la produzione di oli Monovarietali, ottenuti da singole varietà autoctone al fine di esaltare le peculiarità di ciascun genotipo. La produzione è di elevata qualità e tipicità; si conta una resa media annua di circa 40.000 quintali, suddivisi fra 30.000 aziende e 165 frantoi. Nel 2004 è stata riconosciuta dall’Unione europea la DOPCartoceto, prima Denominazione di Origine Protetta per l’olio extravergine di oliva nelle Marche.
La produzione delle olive rientra tra i prodotti certificati QM – Qualità Marche, i cui principi base sono qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare.
Interessante infine è l’utilizzo degli oli extravergini di oliva delle Marche, monovarietali e non, in abbinamento alle pietanze, valorizzandone l’effetto sensoriale, salutistico e nutrizionale: un filo d’olio aggiunto a crudo consente di apportare alla preparazione culinaria sostanze importanti per la nostra salute polifenoli, vitamine, acidi grassi essenziali) e di garantire sensazioni olfatto-gustative-tattili originali, esaltando il gusto e l’originalità delle pietanze stesse.
lunedì 13 luglio 2015
A Corbanese di Tarzo, all'Hosteria al Ponte con i vini di Sara Meneguz
A Corbanese di Tarzo, proprio lungo il Monticano , vi consigliamo una
sosta alla Hosteria al Ponte Maset. Daniela Ulliana propone una cucina
che utilizza le eccellenze del territorio, declinate secondo la loro
naturale stagionalità, con menù che variano di settimana in settimana.
Particolarmente efficaci le carni alla griglia, realizzate nel grande camino (una autentica delizia la tagliata di manzo con i funghi porcini!).
Il servizio è cortese e familiare, senza mai scadere nell'untuosità o nell'invadenza.

Ed è proprio alla Hosteria al Ponte, che abbiamo degustato con piacere il prosecco di Sarah Meneguz.
La famiglia Meneguz coltiva e vinifica uve di proprietà fin dal 1750, nel Comune di Tarzo (Treviso).Il 2 luglio 1921 la contessa Maria Del Baldo cedette all'avo Pietro Meneguz i sei ettari della località Ghette nella frazione di Corbanese, terreni che ancor oggi rappresentano il corpo centrale dell'attuale azienda vitivinicola situata nel cuore della D.O.C.G. Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore.Di generazione in generazione si è mantenuta anche la dimensione "artigianale" dell' azienda e la gestione familiare. Attualmente l'azienda è condotta dall'ultimogenita Sara Meneguz, figlia di Cesare, la quale ha sempre condiviso con il padre la passione per il vino ed il legame con il territorio e le sue tradizioni.
Il prosecco frizzante dop Nudo ci ha colpiti in modo particolare.
“Finita la fermentazione la solforosa è usata per conservare il vino, per limitarne l'ossidazione e per facilitare l'illimpidimento del vino stesso – commenta Sara-. Personalmente ritengo che i solfiti aggiunti dalla mano dell'uomo, rappresentino uno strumento di controllo sull'espressione finale dell'uva, per questo in Nudo è stata lasciata al vino la possibilità di evolvere solamente secondo le proprie "direttive", quelle cioè che gli derivano, tra l'altro, dai solfiti autoprodotti.
Il risultato è un vino dorato che evoca la luminosità del sole, all'olfatto ed al gusto riporta alla memoria intense note di pere e mele selvatiche, di varietà autoctone quasi scomparse su sfumature di carruba e salice. La sua estrema purezza, garantita dal supporto di moderne tecnologie che ci hanno permesso di rispettarne al massimo l'integrità organolettica, sorprende svelando la complessità originaria del frutto delle antiche vigne di famiglia.”
Particolarmente efficaci le carni alla griglia, realizzate nel grande camino (una autentica delizia la tagliata di manzo con i funghi porcini!).
Il servizio è cortese e familiare, senza mai scadere nell'untuosità o nell'invadenza.
Ed è proprio alla Hosteria al Ponte, che abbiamo degustato con piacere il prosecco di Sarah Meneguz.
La famiglia Meneguz coltiva e vinifica uve di proprietà fin dal 1750, nel Comune di Tarzo (Treviso).Il 2 luglio 1921 la contessa Maria Del Baldo cedette all'avo Pietro Meneguz i sei ettari della località Ghette nella frazione di Corbanese, terreni che ancor oggi rappresentano il corpo centrale dell'attuale azienda vitivinicola situata nel cuore della D.O.C.G. Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore.Di generazione in generazione si è mantenuta anche la dimensione "artigianale" dell' azienda e la gestione familiare. Attualmente l'azienda è condotta dall'ultimogenita Sara Meneguz, figlia di Cesare, la quale ha sempre condiviso con il padre la passione per il vino ed il legame con il territorio e le sue tradizioni.
Il prosecco frizzante dop Nudo ci ha colpiti in modo particolare.
“Finita la fermentazione la solforosa è usata per conservare il vino, per limitarne l'ossidazione e per facilitare l'illimpidimento del vino stesso – commenta Sara-. Personalmente ritengo che i solfiti aggiunti dalla mano dell'uomo, rappresentino uno strumento di controllo sull'espressione finale dell'uva, per questo in Nudo è stata lasciata al vino la possibilità di evolvere solamente secondo le proprie "direttive", quelle cioè che gli derivano, tra l'altro, dai solfiti autoprodotti.
Il risultato è un vino dorato che evoca la luminosità del sole, all'olfatto ed al gusto riporta alla memoria intense note di pere e mele selvatiche, di varietà autoctone quasi scomparse su sfumature di carruba e salice. La sua estrema purezza, garantita dal supporto di moderne tecnologie che ci hanno permesso di rispettarne al massimo l'integrità organolettica, sorprende svelando la complessità originaria del frutto delle antiche vigne di famiglia.”
domenica 21 giugno 2015
Comunicare per Esistere 2015 : le giornate di Italia-Austria - Il sostegno e l'appoggio di Laura Panizutti Family Banker di Banca Mediolanum
Il 19 e il 20 di giugno è stata organizzata a Cimadolmo e Susegana, sotto il Patrocinio della Civica Amministrazione e della Congrega dei Radici e Fasioi , in collaborazione con le Cantine Conte Collalto,una 'due giorni' ricca di spunti e proposte inedite, per approfondire la reciproca conoscenza, ispirandosi ai principi dell'interculturalismo del Consiglio d'Europa.
Dopo l'incontro di venerdì, interamente dedicato alle iniziative del circuito delle Terre d'acqua, Aquositas (Piave e Danubio) presso il ristorante Martin Pescatore di Stabiuzzo di Cimadolmo, sabato 20, nella sala consiliare di Susegana, si è tenuto lo stage di informazione ufficiale.
Vi sono stati gli interventi dell'Associazione culturale Italia-Austria sui temi della collaborazione con la rete dei borghi europei del gusto ; sulle possibilità di business fra i due paesi ; sui progetti e le iniziative future ( con la presentazione della proposta di Itinerario Culturale Europeo 'Strade e Borghi degli Organi Storici).
Tutto il complesso di iniziative verrà presentato il 16 luglio a Milano, nel corso di una conferenza stampa (Expoincittà, evento 1960), aperta alla partecipazione ad invito di giornalisti e comunicatori.
Le iniziative sono sostenute e appoggiate da Laura Panizutti, Family Banker di Banca Mediolanum, partner d'informazione da diversi anni della rete dei borghi europei del gusto.
“Non si tratta di una semplice sponsorizzazione – osserva Laura Panizutti -, ma di una vera e propria partnership,con interventi nel corso degli incontri e dei dibattiti, non solo per presentare i prodotti e la filosofia di Banca Mediolanum, ma per portare un contributo concreto alle tematiche affrontate. In un certo senso, gli imprenditori hanno ‘sentito’ una presenza diversa,affidabile”.
La presenza di Banca Mediolanum conferma una scelta e una vocazione del Gruppo Bancario di essere vicino alle iniziative che si svolgono nelle comunità locali, al fine di dare una visibilità sul territorio e di sostenere con convinzione le attività culturali,sportive e del tempo libero che il mondo del volontariato organizza ed esprime.
venerdì 12 giugno 2015
Nustria, ovvero i vini d'Autore lungo la Piave, ad Ormelle
L'Associazione
Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e l'Associazione
l'Altratavola, nel quadro delle iniziative di informazione di
'Comunicare per Esistere 2015', hanno inserito nei percorsi che
portano a Milano ad Expo2015 le Terre del Piave, alla ricerca di
inediti del buon e bello vivere.
Eravamo
comodamente seduti al tavolo del Martin Pescatore a Stabiuzzo di
Cimadolmo. Daniele
ci
propone, tra un filosofeggiare e l'altro dell'eterno dilemma della
vita (rapporto uomimi-donne ),con Ilenia, un prosecco della famiglia
Dall'Acqua di Ormelle.
Di
botto ritorniamo alla realtà enoica.
Buono.Non
muore in bocca. Non è dolciastro.
Così
abbiamo realizzato una visita gustosa all'azienda che porta il nome
(Nustria) del … sopranome con il quale i dall'Acqua sono
universalmente conosciuti. Nelle nostre contrade quasi tutti i ceppi
familiari si contraddistinguonoin questo modo.
L'azienda
si trova in provincia di Treviso, comune di Ormelle,una zona
tradizionalmente legata ai vini rossi (Raboso, Cabernet), ma che sa
offrire ottimi risultati anche nei vini bianchi.
Walter Adolfo Stefano Francesco Manuele Cristian ci raccontano la storia di una famiglia
profondamente legata alla terra, che nel corso degli anni ha saputo
sviluppare una specializzazione nel settore della viticoltura,
mantenendo però un importante comparto zootecnico che produce latte
per la Latteria di Soligo.
“Il
nostro obbiettivo è quello di portare nei Vostri calici tutto ciò
che il terreno trasmette: lavorare con passione e nel rispetto della
natura è la nostra filosofia.Tutto ciò si realizza solo nel
rispetto delle tradizioni, quelle tradizioni che da sempre si
tramandano nella famiglia e che formano ognuno di noi.”
Il
comprensorio del Piave inizia lì dove il fiume sfugge alla stretta
delle montagne dolomitiche e dilaga nel vasto respiro della pianura
trevigiana e veneziana. Così il territorio della D.O.C. Piave è
racchiuso in una vasta pianura che si estende dai confini
nordorientali delle provincia di Treviso con il Friuli fino alla foce
del Piave, a Cortellazzo; dalle colline di Conegliano e del Montello
fino al primo entroterra della città di Venezia. In questa vasta
area (che rappresenta una delle D.O.C. più estese dell’Italia
settentrionale) la vite è coltivata da almeno tre millenni, come
testimoniano numerosi reperti.
Fra
i rossi di casa Nustria va ricordato il raboso, antico vitigno
trevigiano; dal colore rosso vivo, profumo di marasca, acidità e
corpo pronunciati. Accompagna carni grasse e salumi.
Da
non dimenticare il cabernet franc e il cabernet sauvignon.
Fra
i bianchi lo chardonnay, il manzoni bianco ( vitigno nato nel
trevigiano per opera del Prof. Luigi Manzoni dall'incrocio di
Reasling Renano e Pinot Bianco.Vino aromatico e di ottima struttura;
colore giallo intenso ed inebrianti profumi tropicali ),il pinot
grigio,il prosecco frizzante,il prosecco spumante brut e il verduzzo
dorato.
E,infine,
il rosè, ottenuto dalla vinificazione in bianco (assenza di vinacce)
di uva Raboso. e Pinot Nero.
Vino
delicato dagli spiccati profumi floreali. Ottimo come antipasto o con
piatti a base di verdure.
I
giornalisti e i comunicatori dell'Associazione l'Altratavola hanno
invitato l'azienda agricola Nustria a partecipare agli stage di
informazione del progetto 'Comunicare per Esistere 2015'.Il primo si
terrà al ristorante Martin Pescatore e avrà come tema il pesce di
fiume, nella giornata di scambio culturale con l'Austria.
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