mercoledì 3 maggio 2023

Aquositas - Di qua e di là del Piave : All'Osteria Beltrame a Spresiano fa tappa l'Europa

 I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa sono giunti alla Osteria Beltrame di Spresiano, seguendo il vino col fondo di Col Miotin.


Impegnati da anni in itinerari vagabondi, alla scoperta degli inediti del buon e bello vivere, i giornalisti stanno sviluppando un'azione (Di qua e di là del Piave) del  progetto internazionale, L'Europa delle scienze e della cultura che è Patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica), che propone percorsi informativi sui temi della sostenibilità nella filiera agroalimentare.


“ Quella buona glera col fondo, ci ha fatto conoscere un indirizzo di gola per davvero appetibile – osserva Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d'Europa-.”


L'idea è semplice : far incontrare a convivio giornalisti, produttori, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni locali, per confrontare le storie, valorizzare le eccellenze di territori diversi, 'informare chi informa'.




Il tutto con un approccio multimediale, che ben si adatta al carattere e alla personalità dei due anfitrioni : Laura (molto più che una cuoca, l'erede di una storia familiare centenaria) e Samuele che interpreta alla grande il ruolo di gran comunicatore, con una sportività che ha salde radici nel suo recente passato agonistico nel mondo del rugby.

“La nostra è per davvero una Osteria e tale deve rimanere. Siamo un ponte verso le produzioni del territorio e non sapremmo immaginarci un ruolo al di fuori di questa dimensione autentica.”

Semplicità, simpatia, discorsi chiari : questa è l'Osteria Beltrame.


Borghi d'Europa ha deciso di promuovere gli incontri a convivio su diversi temi in questa realtà, per poter offrire uno scampolo diverso del mondo della ristorazione trevigiana.


Qui non vi sono i guru e neppure i maestri di vita che pretendono di suggerire improbabili filosofie (sempre corroborate da conti robusti.....), qui incontrate Laura e Samuel che con umanità, professionalità certa e talento, sanno donare una accoglienza vera.


Così va bene !

domenica 30 aprile 2023

Eurosostenibilità : Obiettivo 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo , la campagna di informazione di Konsum srl



Riprende in questo primo scorcio del 2023 il cammino di Eurosostenibilità : Konsum srl accompagna il percorso informativo quale partner di informazione, impegnandosi in un lavoro di documentazione e 'racconto' degli obiettivi dell' Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità. Riprende in questo primo scorcio del 2023 il cammino di Eurosostenibilità : Konsum srl accompagna il percorso informativo quale partner di informazione, impegnandosi in un lavoro di documentazione e 'racconto' degli obiettivi dell' Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità.


Per consumo e produzione sostenibili si intende la promozione dell’efficienza delle risorse e dell’energia, di infrastrutture sostenibili, così come la garanzia dell’accesso ai servizi di base, a lavori dignitosi e rispettosi dell’ambiente e a una migliore qualità di vita per tutti. La sua attuazione contribuisce alla realizzazione dei piani di sviluppo complessivi, alla riduzione dei futuri costi economici, ambientali e sociali, al miglioramenti della competitività economica e alla riduzione della povertà.

Il consumo e la produzione sostenibile puntano a “fare di più e meglio con meno”, aumentando i benefici in termini di benessere tratti dalle attività economiche, attraverso la riduzione dell’impiego di risorse, del degrado e dell’inquinamento nell’intero ciclo produttivo, migliorando così la qualità della vita. Ciò coinvolge stakeholder differenti, tra cui imprese, consumatori, decisori politici, ricercatori, scienziati, rivenditori, mezzi di comunicazione e agenzie di cooperazione allo sviluppo. E’ necessario per questo un approccio sistematico e cooperativo tra soggetti attivi nelle filiere, dal produttore fino al consumatore. Ciò richiede inoltre di coinvolgere i consumatori in iniziative di sensibilizzazione al consumo e a stili di vita sostenibili, offrendo loro adeguate informazioni su standard ed etichette, e coinvolgendoli, tra le altre cose, nell’approvvigionamento pubblico sostenibile.




Fatti e cifre

• Ogni anno, circa un terzo del cibo prodotto, corrispondente a 1,3 miliardi di tonnellate, per un valore pari a circa mille miliardi di dollari, finisce nella spazzatura dei consumatori e dei commercianti, oppure va a male a causa di sistemi di trasporti o pratiche agricole inadeguati

• Se la popolazione mondiale utilizzasse lampadine a risparmio energetico, si risparmierebbero 120 miliardi di dollari all’anno

• Se la popolazione mondiale raggiungesse 9,6 miliardi all’anno entro il 2050, servirebbero tre pianeti per soddisfare la domanda di risorse naturali necessarie a sostenere gli stili di vita attuali.

1. Acqua

• Meno del 3 per cento dell’acqua mondiale è potabile, di cui il 2,5% è congelata in Antartide, nell’Artide e nei ghiacciai. L’umanità deve quindi affidarsi allo 0,5 per cento per soddisfare il fabbisogno di acqua potabile dell’uomo e dell’ecosistema

• L’uomo sta inquinando l’acqua mondiale in maniera più rapida rispetto alla capacità naturale di rigenerazione e purificazione dell’acqua in fiumi e laghi

• Più di un miliardo di persone non dispongono ancora dell’accesso all’acqua potabile

• Un eccessivo utilizzo di acqua contribuisce allo stress idrico mondiale

• L’acqua è un bene libero, ma le infrastrutture necessarie per trasportarla sono costose.

2. Energia

• Nonostante i progressi tecnologici che hanno promosso un aumento di efficienza energetica, l’uso dell’energia nei paesi dell’OCSE continuerà a crescere di un altro 35% entro il 2020. L’utilizzo energetico di attività commerciali e abitazioni è il secondo settore dopo i trasporti per crescita dell’impiego di energia

• Nel 2002, lo stock automobilistico nei paesi OCSE era di 550 milioni di veicoli (di cui il 75% auto personali). Entro il 2020, ci si attende un aumento del 32% dei veicoli posseduti. Nello stesso periodo, si prevede un aumento del 40% dei chilometri percorsi dagli autoveicoli, insieme alla triplicazione del traffico aereo mondiale

• Le famiglie consumano il 29% dell’energia globale, contribuendo al 21% delle emissioni di CO2

• Nel 2013, un quinto del consumo complessivo dell’energia mondiale derivava da fonti rinnovabili.

3. Cibo

• Mentre un impatto ambientale significativo nel settore alimentare si verifica a partire dalle fasi di produzione (agricoltura e settore agro-alimentare), le famiglie influenzano tale impatto attraverso scelte e abitudini alimentari. Ciò, a sua volta, ha un impatto sull’ambiente attraverso l’energia consumata per la produzione di cibo e la generazione di rifiuti

• 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vanno sprecate ogni anno, mentre quasi 1 miliardo di persone soffre di denutrizione e un altro miliardo soffre le fame

• Il consumo eccessivo di cibo produce effetti dannosi per la nostra salute e per l’ambiente

• 2 miliardi di persone nel mondo sono sovrappeso o obese

• Fenomeni di degradazione dei suoli, l’inaridimento dei terreni, l’utilizzo non sostenibile dell’acqua, l’eccessivo sfruttamento della pesca e il degrado dell’ambiente marino riducono la capacità delle risorse naturali di provvedere alla produzione alimentare

• Il settore alimentare rappresenta il 30% del consumo totale di energia, ed è responsabile del 22% delle emissioni di gas serra.


Traguardi

12.1 Attuare il Quadro Decennale di Programmi per il Consumo e la Produzione Sostenibili, rendendo partecipi tutti i paesi, con i paesi sviluppati alla guida, ma tenendo presenti anche lo sviluppo e le capacità dei paesi in via di sviluppo

12.2 Entro il 2030, raggiungere la gestione sostenibile e l’utilizzo efficiente delle risorse naturali

12.3 Entro il 2030, dimezzare lo spreco alimentare globale pro-capite a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo durante le catene di produzione e di fornitura, comprese le perdite del post-raccolto

12.4 Entro il 2020, raggiungere la gestione eco-compatibile di sostanze chimiche e di tutti i rifiuti durante il loro intero ciclo di vita, in conformità ai quadri internazionali concordati, e ridurre sensibilmente il loro rilascio in aria, acqua e suolo per minimizzare il loro impatto negativo sulla salute umana e sull’ambiente

12.5 Entro il 2030, ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclo e il riutilizzo

12.6 Incoraggiare le imprese, in particolare le grandi aziende multinazionali, ad adottare pratiche sostenibili e ad integrare le informazioni sulla sostenibilità nei loro resoconti annuali

12.7 Promuovere pratiche sostenibili in materia di appalti pubblici, in conformità alle politiche e priorità nazionali

12.8 Entro il 2030, accertarsi che tutte le persone, in ogni parte del mondo, abbiano le informazioni rilevanti e la giusta consapevolezza dello sviluppo sostenibile e di uno stile di vita in armonia con la natura

12.a Supportare i Paesi in via di sviluppo nel potenziamento delle loro capacità scientifiche e tecnologiche, per raggiungere modelli di consumo e produzione più sostenibili

12.b Sviluppare e implementare strumenti per monitorare gli impatti dello sviluppo sostenibile per il turismo sostenibile, che crea posti di lavoro e promuove la cultura e i prodotti locali

12.c Razionalizzare i sussidi inefficienti per i combustibili fossili che incoraggiano lo spreco eliminando le distorsioni del mercato in conformità alle circostanze nazionali, anche ristrutturando i sistemi di tassazione ed eliminando progressivamente quei sussidi dannosi, ove esistenti, in modo da riflettere il loro impatto ambientale, tenendo bene in considerazione i bisogni specifici e le condizioni dei paesi in via di sviluppo e riducendo al minimo i possibili effetti negativi sul loro sviluppo, in modo da proteggere i poveri e le comunità più colpite

mercoledì 8 marzo 2023

Percorso Internazionale I Mulini del Gusto - Farine d’Italia Farine di Mais (II)

 Polenta Taragna e Pizzocheri

Ci è sembrato interessante trattare specificamente questo argomento, perché sembra documentare un periodo di introduzione del Mais nei nostri usi alimentari.

Infatti, premesso che la polenta (puls), composta da un impasto di acqua e farine (soprattutto di farro o fave) era un alimento tradizionale dei Romani fin dai tempi più antichi, venendo ai tempi dell’introduzione del Mais in Italia è verisimile affermare che, soprattutto nelle valli montane allora più povere, l’uso del Mais non fosse così frequente, ma venisse usato come farina assieme ad altre più tradizionali (e meno costose!) come il Grano Saraceno.

Da ciò nacquero probabilmente i piatti-simbolo della Valtellina: la Polenta Taragna ed i Pizzoccheri.

Quanto alla prima, si tratta di una polenta (tipica della Valtellina e delle Valli Bergamasche), ottenuta dall’impasto di farine di mais e di Grano Saraceno, (che conferisce il tipico colore bruno ed il sapore deciso), oltre che da formaggi locali (nella Valtellina classico è il Casera).Quanto al curioso nome, esso deriva da “tarai”, ovvero il bastone utilizzato per girare la polenta (“tarare” in dialetto valtellinese).

Polenta Taragna




Oltre che per l’indimenticabile sapore, questo piatto è particolarmente interessante anche da un punto di vista alimentare, perché il Grano Saraceno, con la sua ricchezza di nutrienti, tra cui le vitamine del gruppo B, arricchisce ed integra le sostanze contenute nel Mais (non parliamo poi degli altri ingredienti come il formaggio!)


Polenta taragna

Dosi per: 4 persone

Ingredienti

  • Farina per polenta Taragna : 500 gr (oppure 200 gr. di Grano Saraceno e 300gr. di mais)

  • Burro: 150 gr

  • Acqua: 2 l.

  • Formaggio Casera:300 gr

  • Sale q.b.

Versare l’acqua in una casseruola e, raggiunta l’ebollizione, aggiungere il sale e versare la farina, mescolando in continuazione per evitare la formazione di grumi. Cuocere per circa 60’ o per il tempo indicato sulla confezione della farina, mescolando in continuazione finché l’impasto non sarà denso e corposo. Tagliare a cubetti il formaggio e il burro e aggiungerli alla polenta, mescolando accuratamente finché il formaggio non sarà ben sciolto. Al termine la polenta dovrà avere una consistenza liscia e setosa. Disporre infine la polenta in un piatto da portata e servire caldissima.

Quanto ai Pizzoccheri, rimando all’articolo precedentemente pubblicato: https://comunicareperesistere.blogspot.com/2023/01/la-montagna-dellinformazione-sala.html


Gianluigi Pagano


martedì 10 gennaio 2023

Eurovinum (Basilicata) – Borghi d'Europa ad Autoctono Si Nasce a Milano, per degustare l'Aglianico del Vulture di Casa D'Angelo

 In questo primo scorcio di 2023 i giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa interverranno ad Autoctono Si Nasce, la manifestazione che Go Wine promuove a Milano il 26 gennaio, visitando, fra gli altri, anche il banco d'assaggio della Cantina D'Angelo di Rionero in Vulture (Potenza).




L’azienda D’Angelo rappresenta, da quasi un secolo, uno dei simboli della storia dell’Aglianico del Vulture. Un viaggio nel mondo del vino che attraversa quattro generazioni della famiglia, fino ad arrivare a Erminia e Rocco, attuali titolari del marchio.

L’azienda è situata nella zona più classica di produzione dell’Aglianico del Vulture, vino sempre più apprezzato nel panorama italiano e diventato oramai un simbolo del Made in Basilicata.


L’Aglianico del Vulture è un vino DOC della regione Basilicata ottenuto da uve del vitigno Aglianico coltivate nell’area del Vulture, in provincia di Potenza.

La denominazione di origine controllata è stata registrata ufficialmente nel 1971.


L’Aglianico è considerato uno dei vitigni più pregiati e antichi d’Italia, vanta infatti origini millenarie, che probabilmente risalgono fino ai tempi dell’Antica Grecia. Coltivato e amato sia in Italia che all’estero, l’Aglianico è un vitigno a bacca rossa da cui nasce un vino dal carattere forte, strutturato e deciso.


Storia ed etimologia dell’Aglianico


La storia dell’Aglianico si perde nella notte dei tempi ed è molto difficile stabilire con precisione la sua origine. Pare che sia stato introdotto dai Greci nelle loro colonie dell’Italia meridionale intorno al VII-VI secolo a.C. Fra le testimonianze materiali si è soliti citare il ritrovamento di un torchio di epoca romana nella zona di Rionero in Vulture e un’antica moneta bronzea raffigurante la divinità del dio greco Dionisio (Bacco nella trasposizione romana) ritrovata nella zona di Venosa. Tra le testimonianze storico-letterarie si ricordano invece le famose lodi al vino del poeta romano Orazio che era originario proprio di Venosa.


Anche l’origine del nome è piuttosto incerta e misteriosa. Per molto tempo si è creduto che il termine Aglianico derivasse dalla parola Ellenico – a conferma della sua antica paternità greca – e che tale parola si stata “storpiata” nel periodo di dominazione aragonese, diventando appunto Aglianico. Secondo un’altra teoria – introdotta da Manuela Piancastelli – il termine Aglianico deriverebbe invece dalla parola greca “agleukinosicos” ovvero “vino privo di zucchero/glucosio”


Zone di produzione

L’Aglianico è un vitigno coltivato principalmente in Basilicata, in Campania e, in maniera minore in alcune zone della Puglia, Molise e Calabria. All’estero sono cominciati – soprattutto negli ultimi anni – tentativi di coltivazione in alcune zone dell’Australia e della California.



sabato 7 gennaio 2023

Eurosostenibilità – Riprende il cammino di Konsum srl nel progetto internazionale di Borghi d'Europa


 

Borghi d'Europa propone dal 2020 un percorso informativo internazionale denominato

EUROSOSTENIBILITA', che ha preso il via dal Patrocinio concesso da ESOF2020 Trieste

Città Europea della Scienza a Borghi d'Europa.


Le iniziative 2022 sono state dedicate ai temi della sostenibilità aziendale e sono state supportate da

Konsum srl di Cornuda (TV),azienda che opera nel Centro-Nord nei settori della segnaletica stradale e della commercializzazione di prodotti di antinfortunistica e pulizia.


Riprende in questo primo scorcio del 2023 il cammino di Eurosostenibilità : Konsum srl accompagna il percorso informativo qualke partner di informazione, impegnandosi in un lavoro

di documentazione e 'racconto' degli obiettivi dell' Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità.

Sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, e approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU, l’Agenda è costituita da 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – inquadrati all’interno di un programma d’azione più vasto costituito da 169 target o traguardi, ad essi associati, da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030.


"Fissare obiettivi comuni incoraggia tutti – governi, aziende, centri di ricerca e la società nel suo

insieme - ad agire a livello globale per la loro realizzazione, raccogliendo e mettendo a

disposizione una grande varietà di forze, conoscenze e risorse. Ciò permette di

costruire alleanze che lavorino per avere società più prospere, più giuste e più eque. E sai

cos’altro c’è di buono nei Global Goals? Da qui al 2030, possiamo tenere d’occhio i

nostri progressi; i Global Goals, infatti, fissano traguardi precisi in termini di risultati, che

possono essere misurati – osserva Valentino De Faveri, amministratore di Kosnum srl , "


Nel corso del 2023 Konsum svilupperà gli approfondimenti dei singoli Goals, alla luce delle

proprie esperienze e del certosino lavoro che Borghi d'Europa stà conducemdo.


In particolare l'attenzione di Eurosostenibilità sarà rivolta all' OBIETTIVO 8 - Opportunità di lavoro per tutti…in sicurezza e dignità!


"E’ necessario offrire opportunità per attività lavorative creative- continua De Faveri-,capaci di incoraggiare le persone a sviluppare il loro potenziale. Nelle attività economiche, è necessario garantire il rispetto e la protezione delle risorse naturali e condizioni di lavoro sicure e dignitose per

tutti, inclusi donne, giovani, persone con disabilità e lavoratori migranti. Bisogna favorire

l’accesso alla formazione per ridurre il numero di giovani senza lavoro e migliorare la loro

occupazione, così come prevenire ed eliminare il lavoro minorile in tutte le sue forme. "




Tutti principi ben presenti nella attività dell'azienda di Cornuda.

Il 2023 è partito : buon lavoro !


lunedì 19 dicembre 2022

ABBINAMENTI VINO-CIBO: IL LANGHE NEBBIOLO DOC 2020 DI MARRONE

 




Milano, 13 Dicembre 2022- Borghi d’Europa durante uno stage d’informazione sul Percorso Internazionale Eurovinum, i Paesaggi della Vite e del Vino, ha provato a tavola il Langhe Nebbiolo Doc 2020 dell’Agricola Marrone di La Morra, realtà langarola di spessore, gestita ora dalle tre sorelle Marrone.

Questa è un’espressione di Nebbiolo ancora giovane, con un grosso potenziale d’invecchiamento, che presenta un colore rosso rubino e un naso abbastanza intenso e variegato, che va dai piccoli frutti rossi a un gradevole sentore floreale (rosa e viola) e una balsamicità piuttosto percettibile, con note di liquirizia e menta, grazie all’affinamento in botti di rovere.

Al palato colpisce la calda sensazione pseudo calorica del Langhe Nebbiolo assieme alla struttura e alla sapidità: un vino equilibrato, che può invecchiare tranquillamente.

Borghi d’Europa lo ha provato con un arrosto di vitello al forno e le patate, trovandolo appropriato, ma in generale il Langhe Nebbiolo Doc 2020 di Marrone si sposa bene con vari piatti di terra e con formaggi stagionati.

Così va bene!

lunedì 5 dicembre 2022

EUROVINUM: L’UNDICESIMA EDIZIONE DEL MERCATO DEI VINI FIVI A PIACENZA

 




Milano, 2 Dicembre 2022- Borghi d’Europa non poteva mancare al Mercato dei Vini Fivi a Piacenza Expo, rassegna giunta quest’anno all’undicesima edizione.

Un momento imperdibile per wine lovers e operatori del settore (circa 24000 visite in 3 giorni di manifestazione!), pronti ad assaggiare etichette di tutto il Belpaese, a confrontarsi coi produttori e ad acquistare i vini a proprio piacimento.

Questa undicesima edizione del Mercato dei Vini Fivi ha visto presenti sul campo ben 870 Cantine (+ 30% in più del 2021!), distribuite saggiamente per la prima volta su tutti e tre i padiglioni di Piacenza Expo: numeri record che testimoniano il grande lavoro svolto dai Vignaioli Indipendenti e una cultura del vino sana e giusta.

Anche la convivialità resta un fattore determinante per Fivi: saper interfacciarsi ed ascoltare i racconti dei produttori di territori più e meno noti aiuta poi a comprendere quello che c’è nei calici.

Borghi d’Europa a Piacenza ha assaggiato diverse tipologie di Vini del Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana e delle Marche con l’obiettivo di comunicarle anche successivamente all’interno del Percorso Internazionale Eurovinum, Paesaggi della Vite e del Vino.

 

Il  giro di degustazioni mirate è iniziato in Veneto, nelle colline trevigiane coi Glera Col Fondo Agricolo di Ceotto Vini di Colfosco di Susegana,  di Moro Sergio di Farra di Soligo e di Terre Boscaratto di Susegana: frizzanti di tradizione, dall’ampia beva generosa, grazie alla rifermentazione in bottiglia.

Restando nell’uva Glera, interessanti anche i Prosecchi Frizzante Doc e Frizzante “Profumato” (con tappo spago e tappo a corona) di Col Miotin di Pieve di Soligo.

Tra i Metodo Classico invece, molto apprezzati il Pinot Nero Pas Dosè Docg dell’Oltrepò Pavese “Casto” di Bosco Longhino di Santa Maria della Versa, poi due Franciacorta Docg di Castelveder di Monticelli Brusati (Bs), l’Extrabrut e il Pas Dosè ambedue 100% Chardonnay), davvero molto fini.

In Piemonte è stato trovato molto sapido ed equilibrato l’Altalanga Brut Millesimato Docg di Deltetto, azienda certificata biologica dal 2017 di Canale, nel cuore del Roero (Cn).

Passando ai bianchi fermi, molto graditi il Pinot Grigio Igt delle Venezie di Bellese di Ormelle (Tv), vino bello rotondo e piacevole e il Lugana Doc di Corte Anna di Sirmione sul Lago di Garda, minerale, fruttato e piacevole.

Scendendo in Centro Italia, Borghi d’Europa ha approfondito i territori di Jesi e di Offida: intensi, strutturati e dalla grande capacità evolutiva i due Verdicchio Castelli di Jesi Superiore Doc “Prologo” e Giostra” di Colle Onorato, mentre dell’Azienda Vitivinicola Biologica La Valle del Sole sono stati trovati molto minerali, agrumati e sapidi l’Offida Pecorino Docg e l’Offida Passerina Docg.

Capitolo rossi: il primo ad essere degustato è stato il Rosso Piceno Doc “Il Cortese” ( 40% Montepulciano, 40% Sangiovese, 10% Lacrima di Morro d’Alba e 10% Merlot), affinato in solo acciaio e di buona struttura e sapidità, poi in Toscana, nella zona di Montalcino sono stati provati il Rosso di Montalcino Doc 2019 di San Guglielmo, vino di grande equilibrio e buona beva e, della stessa giovane azienda vinicola guidata da Ilaria Martini il Brunello di Montalcino Docg 2016, dotato di grande carattere e longevità.

Infine, nell’Alto Piemonte particolarmente apprezzati i rossi dell’Albugnano Doc dell’Azienda Agricola Alle Tre Colline: l’Albugnano Doc Superiore 549 Va’Anait, da uva Nebbiolo in purezza, intenso, speziato e potente, l’Albarossa Doc (incrocio tra Barbera e Nebbiolo) che si è rivelato persistente e con un alto potenziale evolutivo e la Barbera d’Asti Docg Monsu, una bella scoperta, caldo, morbido e armonico.

Un giro completo in varie regioni dell’Italia del vino quello fatto da Borghi d’Europa al Mercato dei Vini Fivi 2022 e di grande qualità: così va bene!